La Coltivazione

La pianta del caffè appartiene alla famiglia delle Rubiacee, genere Coffea. Delle innumerevoli specie solo due sono coltivate in maniera estensiva: l’Arabica, sicuramente la più diffusa e pregiata, che cresce ad altitudini superiori ai 900 metri, e la Robusta, più tipica delle pianure con clima tropicale.
Le aree di coltivazione nel mondo sono quattro: il Sud America (Brasile, Colombia e Perù producono ottimi caffè Arabica); l’America Centrale e Caraibica (dal Messico fino a Panama si producono i caffè Arabica più pregiati), l’Africa (molti paesi producono caffè Robusta) e l’Asia (Vietnam, India e Indonesia producono prevalentemente Robusta di ottima qualità).

L’Arabica si riconosce per il chicco allungato con un solco sinuoso, ha un contenuto di caffeina fra lo 0,9% e l’1,7% e garantisce un caffè molto profumato, dal gusto dolce e rotondo, con una gradevole punta di acidità. La Robusta presenta invece un chicco tondo e dal solco dritto; il suo contenuto di caffeina varia fra l’1,6% e il 2,8% e dà un caffè più corposo, dal sapore più forte e meno profumato.
La pianta della Coffea fiorisce dopo la stagione delle piogge e nel corso di otto-nove mesi produce il frutto: una bacca rossa, simile alle nostre ciliegie, al cui interno si trovano i semi da cui si ricava il chicco di caffè verde. I metodi di raccolta sono il picking, eseguito manualmente selezionando solo i chicchi maturi, e lo stripping, fatto a macchina o a mano, strappando dal ramo frutti e foglie. La lavorazione può essere a secco (caffè naturali) oppure mediante fermentazione con acqua (caffè lavati).

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