Storia del caffè (molto ristretta).

Quand’è che l’uomo ha cominciato a bere il caffè?

Le leggende a tal proposito si rincorrono e si sovrappongono: c’è chi dice che i primi a riconoscerne gli effetti stimolanti furono gli abitanti dell’Etiopia, che masticavano i chicchi crudi; altri sostengono che il caffè sia il discendente di una bevanda chiamata “vino d’Arabia”, ricavata dal succo fermentato delle drupe; infine c’è chi indica l’origine del caffè in un infuso caldo chiamato “qahwah” (eccitante), preparata dai popoli nomadi con i semi di coffea essiccati al sole, macinati grossolanamente e mescolati al grasso animale.

Nell’XI secolo il filosofo arabo Avicenna consigliava il caffè, utilizzato prevalentemente nell’ambito di cerimonie religiose per le veglie notturne o per finalità terapeutiche, nella cura di calcoli renali, gotta, morbillo e tosse. Dobbiamo aspettare il XVI secolo perché il caffè diventi simbolo di convivialità: in Egitto, in Siria e a Costantinopoli, cominciarono a vedersi i primi locali pubblici per la sua preparazione e il consumo.

E poi nel 1615 arriva il turno di Venezia, da cui si diffuse in tutt’Europa. Infatti verso la metà del XVII secolo il caffè cominciò ad essere importato e consumato in Inghilterra, in cui comparvero i primi caffè (coffeehouse), che si diffusero con impressionante rapidità in tutto il regno. A ruota seguirono le altre grandi capitali europee e, subito dopo, le nuove città americane. Ormai la bevanda e i luoghi deputati al suo consumo erano entrati a far parte anche della vita e della cultura europea e occidentale.